Quest’anno i festeggiamenti si sprecano.
Il “69” l’è un gran bel numar, diceva “il Silvio” noto personaggio del mio
paese, quando si giocava a tombola sotto Natale, su dalla Nene!
E sto anno ci tocca
Ogni due giorni c’è una festa. Che bello. Un po’ di allegria nell’aria.
Sabato scorso è toccato a P. e F.
Bellissima idea, porte aperte a casa loro, da mane a sera.
Tutti invitati, venite quando volete, non portate nulla.
Ovviamente io e la mia “gemella” V. ci sentiamo e organizziamo. (orario, meglio la mattina, mezzo di trasporto, passo io a prenderti, no passo io, andiamo in scooter cosi non ”infesciamo” di auto il parcheggio…)
Ad un certo punto se ne esce, giustamente, con un: “ ma ga portum su nagot”?
Sia mai !! non si va in casa di qualcuno a mani vuote! anche se espressamente richiesto.
(O almeno, io faccio un po’ fatica ad arrivare a “vuoto”)
In un impeto di generoso entusiasmo dico: “ fù la turta da pom !”. (anche se è lei la specialista dei dolci! )
Un classicone, non si può sbagliare, si fa ad occhi chiusi. Dai miei, il gateau di mele c’è un giorno sì e uno anche. Specialità della casa. Sono cresciuta a torta di mele e battipanni, si può dire.
Cosi, venerdì nel tardo pomeriggio mi
piazzo in cucina.
Preparo tutto, mele, pasta sfoglia, budino per la cremina, zucchero, e via che
si parte.
Stendo la pasta, taglio l’eccesso dai bordi, sbuccio le mele che affetto rigorosamente precise precise (ahe..), buco la pasta per far sì che non si gonfi in cottura, dispongo le mele in cerchio, benino.
Mi arriva un motto di creatività, con la pasta in esubero, faccio la scritta “50” da metterci sopra!
(bello…farò un figurone !!)
Preparo la “salsina” alla vaniglia.
Latte, zucchero e bustina del budino giallo, (quello della Coop) da metterci
sopra e via sbatto con la frusta, verso sopra le mele (ovviamente un pò di
cremina esce dai bordi.. dai, so che capita anche a voi ! ) poi tutto in forno.
La curo come se fosse un neonato di
pochi giorni. Non deve bruciare, non deve essere troppo poco cotta, deve essere
perfetta ! Per sicurezza metto il timer, ma tanto la guardo a vista.
Sono in adorazione davanti al forno.
Sembra cotta giusta, bella dorata. La tolgo dal forno. La guardo.
Mi par triste. Una torta di mele, triste. Esiste ? E’ la mia!
Cosi, apro l’armadio delle spezie.
Ideona, spargiamoci sopra una manciata di semini di papavero, che fanno “chic”.
La riguardo: torta di mele triste,
con semini di papavero.
NO.
Riapro di nuovo l’armadio della “salvezza” e mi saltano all’occhio due vasetti.
Due “misture” che arrivano da un viaggio lontano. Polverine insapori ma colorate, belle, una rossa, una arancione. Le usavo per colorare paste e risotti e stupire i commensali con questi insoliti colori che non sanno di nulla.
Vado di spruzzata anche di quelle. Ora è una torta di mele con semi di papavero e con qualcosa di rosso e con qualcosa di arancione. Un po’ più allegra, via.
Aggiungo una candelina per vedere che effetto fa.
In fondo è pur sempre torta di compleanno. Passabile dai. Non perfetta come mi aspettavo. Ma è fatta in casa, mi dico.
Nel mentre che la riguardo, mi
sovvengo che ho usato lo zucchero di canna per addolcire la crema.
Si sa, bello da vedere, ma non si scioglie mai bene. (almeno, a me !)
E da lì parte il tarlo. Se è rimasto tutto sul fondo? se la crema non è abbastanza dolce? Magari rischio una figuraccia ?
Senza nemmeno pensarci, prendo il
coltello, taglio una generosa fetta e passo all’assaggio.
Beh,… non male dai.
Abbasso lo sguardo sulla torta “monca” e….scatta il “NOOOOOO…..Ma vaffan….” !
Ore 21.06 – torta
al limone in forno.
Sto giro, come viene, viene.
Auguri P. e F. E’ stata una bellissima giornata.
