Avevano fissato l’appuntamento per venerdì.
Non era un vero e proprio appuntamento. Era un “vediamoci e vediamo come va’ ”.
Che frase del cazzo. Come vuoi che vada a finire? In fondo al corridoio, dopo il bagno, sulla destra!
Si erano scambiati il numero di telefono “per restare in contatto” e da lì era partita tutta una sfilza di messaggini divertenti, ambigui e un po’ giocosi.
Così, non si sa più chi, aveva fissato un incontro per venerdì.
In realtà era stato lui.
Se l’era lavorata ai fianchi, velatamente insistente, con un misto di accattivante ambiguità e di consapevolezza. Sempre con quel modo di fare che manco te ne accorgi e, tempo zero, arrivi dove vuole portarti, e senza rendertene conto dici “si” e subito dopo scatta il mentale …”ma come … cazz..??”
Dopo un tira e molla durato diversi giorni, lei aveva ceduto e si erano accordati per una pizza che avrebbe portato lui, a casa di lei, che ancora non si capacitava di come erano arrivati fin li.
Si disse, consolandosi che almeno non avrebbe dovuto sfoggiare le sue doti da “casalinga-che-cucina-cenettina-perfettina”
Due adulti, che nella parte più recondita delle loro menti, sono perfettamente coscienti di come andrà a finire quando si innescano certi meccanismi, e gli ormoni cominciano a vibrare.
In realtà lei puntava per un incontro in “campo neutro” … Poi si era detta che non c’era, in fondo, nulla di male. Senza impegno, tante chiacchiere e sicuramente tante risate. In fondo erano due adulti che se la sarebbero raccontata in memoria dei tempi andati.
La pizza sarebbe stata l’ideale. Non avrebbe nemmeno sporcato le padelle. Ci avrebbe messo due birre di suo. Rigorosamente bevute dalla bottiglia, che si risparmiava anche sui due bicchieri da lavare.
Nei giorni precedenti l’incontro si tennero assiduamente in contatto, pregustando la serata con fantasie, risate, confidenze, peggio che due liceali che si preparano all’uscita per il ballo di fine anno.
Mercoledì sera lei è in vasca da bagno. Si coccola con tanta schiuma, impacco per i capelli, libro d’ordinanza e telefono a portata di mano. Si pregusta già la coccola con la crema per il corpo dopo il bagno caldo, s’infilerà il pigiama, i calzettoni e via di divano.
Arriva un “bip”
“Ma… tipo se passo con un pacchetto di biscotti, me lo fai un caffè?”
“Con i biscotti, ci sta bene un tè J”
“ Tra venti minuti?”
“Ma..adesso dici?”
“Si”
Scatta la modalità “ OK, PANIC…OK, PANIC” a luci intermittenti rosse con sirena.
E si va di imprecazione, cazzo… capelli bagnati, merda, la casa è un bordello!! pensieri che partono in diverse direzioni. Scatta in piedi con conseguente allagamento del bagno.
Prende tempo…la scritta appare di nuovo nella sua mente “OK, PANIC…OK, PANIC”
“sono in vasca da bagno…facciamo tra 30 minuti?”
“oookkkk”
Si asciuga veloce, e nel mentre raccoglie vestiti che butta letteralmente nel locale che funge da “nascondiglio-salvezza di tutti i peccati”. Tutte le case dovrebbero averne uno così. Case da donna intendo.
Asciuga i capelli e parte un altro “cazzo, non mi sono neanche depilata!”
“Non importa, respira, solo tè e biscotti, respira….null’altro” (cazz…cazz…cazz..)
Si accorge di non aver nemmeno rifatto il letto, nasconde gli avanzi della colazione che sono ancora nel lavello, in lavastoviglie, si mette una goccia di profumo e, al volo, un paio di pantaloni da “casa” e una maglia.
Suono del campanello.
Biscotti…? Si certo. In fondo al corridoio, dopo il bagno, sulla destra!

Vagamente eh….ma solo vagamente 😘
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