AAA…

“Cercasi coinquilino/a – appartamento di 4 camere, 2 bagni, cucina e salone – Via Giudici 6 – Milano – libero dal 03.09.2020 – Euro 300.- + spese Euro 50.- no animali – Claudia 0039.02.5849788”

Ha letto l’annuncio sulla bacheca dell’Università. Olivia, studentessa al 2° anno di medicina, si è trovata senza un tetto e accetterebbe anche una topaia.

Anche se ha un micio da portare con se, ha chiamato. Il gatto lo lascia poi  dalla sorella, in caso.

Ha così urgenza di trovare un tetto, che staccarsi da Bruto (il gatto) è il male minore, anche se fa male.

Fissa un appuntamento per una prima visione della casa e dei suoi abitanti, e rimane piacevolmente sorpresa. Sul pianerottolo, al sesto piano del palazzo (senza ascensore) ad accoglierla insieme a Claudia, ci sono Luca e Pia.

Tutti studenti di medicina, come lei, cercano qualcuno per dividere affitto e spese.

La sommergono di domande: da dove vieni, parenti, reddito, fidanzati/e, animali?

Lei risponde tutto giusto: Milano, una sorella che non vedo quasi mai, una piccola eredità e rendita per orfani, nessuno, nessuno. (Mente sapendo di mentire..)

Lei è la candidata ideale. Fanno un giro e l’appartamento le piace subito. E’ luminoso, pulito e quella che dovrebbe essere la sua camera, si presenta grande con un piccolo balconcino. La sente già un pò sua.

Affare fatto. Bruto traslocherà da una parte e lei dall’altra. Entrambi hanno pochi bagagli.

Dopo diversi traslochi, qualche permanenza in centri sociali e alcune occupazioni abusive, lasciano una catapecchia umida e indegna di essere chiamata casa, ma già ammobiliata, che è stata il loro rifugio per qualche anno. Il padrone di casa li ha sbattuti sulla strada per scadenza contrattuale e malgrado le proteste, non c’è stato verso di prolungare la locazione.

Due valigie per lei, una borsa e la gabbietta per Bruto è tutto il bagaglio che possiedono. La sorella ha accolto il felino di buon grado, per la gioia delle figlie che hanno trovato un nuovo compagno di giochi, finché dura.

Per lei non c’è posto. Lo sa e nemmeno ci ha provato. E poi detesta cordialmente il cognato e la cosa sembra essere reciproca.

Due giorni dopo si presenta nella nuova casa. Ad accoglierla c’è Pia che le consegna copia delle chiavi, lista dei compiti da fare quali pulizie, spesa, chi bagna le piante, chi porta via la spazzatura.

Gli altri due sono in facoltà.

Cambiano il nome sulla porta. Claudia, Pia, Luca, Olivia.

Sabato – dice Pia – non prendere impegni. Festa per il tuo arrivo con alcuni amici della facoltà, musica, pizza, birra. Porta chi vuoi.

Chi porto? pensa…

Gli manca Bruto. Quel gatto è il suo compagno da una vita. E’ la sua coperta di Linus. E ora sarebbe diventato lo straccetto di due mocciose, povero micio. Ma meglio lì che in mezzo alla strada.

Scende nel negozio sotto casa, prende un pacco di assorbenti perché sente che sta per arrivarle il ciclo, due confezioni da 8 di birra per la serata, e una tavoletta di cioccolato. Questa se la mangerà da sola in camera sua. Come consolazione.

Disfa le due borse, il totale della sua vita, prepara il letto e attacca un poster dei Rolling Stones sul muro.

Gli altri due sono rientrati.

Pia è in cucina e parla al telefono. Sta radunando la compagnia per la festa.

Gira per casa nuda, Pia, senza nessun pudore. La cosa non la scandalizza e dice che i vestiti sono accessori da usare solo in caso di emergenza. Porta lunghi capelli, quasi sempre intrecciati, un piercing al naso e ha un corpo da fare invidia a una modella.

Claudia pare essere la più pratica. E’ lei che tiene la contabilità della casa, programma i turni per le faccende di casa e la spesa, segue regolarmente le lezioni in facoltà e va alle riunioni di condominio.

Luca è un satellite, è capitato lì per caso, ad una delle tante feste organizzate dalle ragazze e non se n’è più andato. Ha preso possesso di una camera, paga regolarmente la sua quota e di tanto in tanto rolla qualche canna, che poi fa girare. Da due anni frequenta il primo anno di medicina.

Sembrano quattro moschettieri senza nulla in comune se non una vita da randagi. Ma Olivia si sente a casa più della casa dove stava da piccola con i genitori e la sorella.

Ha imparato che la vita non regala nulla, anzi a volte chiede il conto senza contropartite. Sua madre è morta di tumore quando aveva 12 anni.

Medicina sarebbe stata la sua strada anche per questo. Per vendicarsi di un cancro che l’ha privata di affetto e famiglia.

Suo padre è in prigione. Ma è come se fosse morto anche lui. Non ha mai sposato sua madre e mai riconosciuto le figlie. Va a trovarlo un paio di volte all’anno.

Quando succede, lui non parla quasi mai. Non le chiede dove vive. Come vive. Lei quasi sempre lo imita stando zitta. Nel silenzio, un ora passa meno in fretta, ma passa comunque.

Sabato spostano i mobili contro le pareti del grande salone. Stasera si balla.

Luca è l’addetto alla musica e alle canne. Ha tutto quello che occorre. Gli ultimi brani scaricati sul suo Iphone e una scorta generosa di marijuana e cartine pronte all’uso. La birra già in frigo.

Pia si è decisa ed indossa un pareo con un top talmente stretto e corto che pare un reggiseno. Stasera non andrà a dormire presto, e nemmeno sola.

Claudia è in cucina che scalda la pizza e canta a squarcia gola l’ultimo singolo dei Black Eyed Peas che Luca ha messo per lei.

Olivia li guarda. Non dice nulla ma fa un bel respiro e sente un buon profumo. Odore di casa.

Forse, finalmente, ha trovato la sua.

Ortioca

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