E’ dura. Essere una seconda.
Una seconda scelta. Quella che arriva sempre dopo. La ruota di scorta. Fin che non ti serve è lì, giacente nel baule. Inutile.
La mela che resta nel cesto.
Sei il numero dispari, quella che sfalsa il tavolo di coppie a cena. Quella che, anche se chiami all’ultimo, “tanto c’è sempre perché non ha altri impegni”.
Si, sei tu. Presente.
L’intruso nei giochini. La differenza tra le due immagini identiche.
Quel flacone di ammorbidente che apri per sentirne l’odore e che poi rimetti sullo scaffale per prendere quello che sta dietro. Si, ti annusano e poi prendono quello con l’aroma alla lavanda.
Il vestito usato, che non hai il coraggio di buttar via ma che sai che non indosserai mai più.
La coppa d’argento. Che diciamolo… non vale una cicca bucata. Si punta tutti all’oro o niente.
E pensi che certi pesi non si digeriscono mai facilmente. Nemmeno con una buona dose di Brioschi e neanche due pastiglie di Dulcolax li fai evacuare dal tuo corpo.
Essere la seconda pesa un miliardo di quintali.
Hai tolto il nome dal campanello, perché tu stai nell’appartamento di mezzo. E tanto non suona mai nessuno.
Sopra di te hai un attico con il panorama da togliere il fiato e un terrazzone dove si fanno feste estive fino a tarda notte, musica e balli. E fiumi di vino.
Quello sotto invece, al piano “uno”, ha il parco, la piscina e due schnauzer giganti, con il pelo così lucido che ti ci puoi specchiare. E grigliate d’estate e pupazzi di neve d’inverno.
Tu hai a mala pena uno sputo di balconcino, che ti vergogni anche solo a metterci un vaso di fiori.
Non sei nemmeno a metà di una scala ma solo il secondo insignificante gradino.
E quante volte hai sentito dare appuntamento tipo “ci vediamo ai piedi della scala all’entrata del museo”. O ancora “ti aspetto alle otto, in cima alle scale…”
E niente. Sei la seconda, la medaglia di mezzo, il podio che non è né sopra né sotto. L’oggetto smarrito che mai nessuno reclama, che rimane giacente, come un guanto spaiato che da solo risulta ovviamente inutile.
La sorella di mezzo che passa inosservata. La mediocre.
E malgrado tutti i tuoi sforzi, i tentativi di primeggiare, di tener la testa fuori dall’acqua, ti accorgi che nessun impegno, nessun sacrificio potrà mai farti arrivare sul piedistallo dei vincitori.
Non solleverai mai la coppa del trionfo, nessun pubblico applaudirà la tua esemplare esibizione.
Eppure, ti dici, verrà il giorno del riscatto. Ci speri, in quel giorno in cui tutte le seconde del mondo si riuniranno.
Che non c’è attico senza un secondo piano. Non c’è scala che non abbia due gradini.
E non potrai essere sempre un solo calzino, un guanto, un orecchio, un occhio solo. No, ci sarà il tempo in cui, finalmente, anche una seconda brillerà.
Seconda stella a destra, questo è il cammino.
Che fatica però.
Ortioca
Brododigallina.home.blog

“Una vita da mediano
Lavorando come Oriali
Anni di fatica e botte e
Vinci casomai i mondiali
Lì
Sempre lì
Lì nel mezzo
Finché ce n’hai stai lì
Stai lì
Sempre lì
Lì nel mezzo…🎶🎶🎶🎶
Luciano Ligabue

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Esatto 😊
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